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Il web marketing per le imprese – convegno NetWork Lab

Di ritorno dal NetWork Lab 2012

Molto interessante il convegno di ieri, il primo convegno promosso dal laboratorio NetWork Lab della Facoltà di Economia dell'Università di Ancona.

Sono stati presentati i risultati di un'indagine* condotta a livello marchigiano su 100 aziende manifatturiere sul tema dell'utilizzo dei social network.

Sono state esaminate le prime 100 imprese nella Classifica della Fondazione Aristide Merloni, si tratta di aziende leaders di settore e top per fatturato e performance.

Nello specifico l'indagine ha preso in esame la presenza di queste aziende su Facebook, Twitter, Linkedin, You Tube e l'integrazione tra  i canali social e il sito aziendale.

Di seguito riporto alcuni dati:

  • il 59% delle imprese marchigiane utilizza almeno 1 social e predilige Linkedin a Facebook: Linkedin è usato dal 36% delle imprese, Facebook dal 27%, Twitter dal 14%;
  • le ultime 10 aziende di queste prime 100 si rivelano piccole imprese in ritardo sia nelle percentuali di utilizzo dei social network sia nella varietà di presenza sui canali social;
  • le aziende B2C sono più presenti di quelle che operano nel B2B. Nelle aziende business to consumer Linkedin e Facebook vengono impiegati alla pari.

Per quanto riguarda l'aspetto di integrazione dei canali social con il sito web, la ricerca mostra che:

  • Linkedin non è affatto integrato;
  • You Tube è integrato più di tutti gli altri canali;
  • la condivisione dei contenuti del sito, relativi ad un prodotto o ad una news, avviene solo in 8 casi, attraverso il bottone "Mi piace".

Qualità della presenza sui social network

Ad un secondo livello, l'indagine NetWork Lab ha preso in considerazione la qualità della presenza delle aziende sui social.

Il numero di utenti fans e followers non è stato considerato un dato rilevante per misurare la qualità e come criterio di riferimento si è preso in considerazione il livello di engagement.

Nello specifico per Facebook, gli indicatori di engagement sono stati definiti in questo modo:

1° livello - bottone 'mi piace' (il numero di 'mi piace' sul totale dei post presenti in bacheca);

2° livello - condivisione dei post (fans sharing index);

3° livello - commento da parte degli utenti;

4° livello - creazione di post (fans action index).

L'analisi dei dati relativi a Facebook ci dice che:

  • 5 pagine aziendali su 27 non sono attive da più di 3 mesi;
  • in bacheca ci sono solo post dell'impresa;
  • il 99,9% dei 'mi piace' riguardano le aziende B2C, per lo più del settore moda, che nelle Marche vuol dire settore calzaturiero.

Dagi indicatori di engagement si deduce che gli utenti Facebook si limitano a compiere azioni poco coinvolgenti e che esiste una difficoltà da parte delle aziende a stimolare gli utenti, a creare una vera interazione coi fans.

Per quanto riguarda You Tube, le visualizzazioni video di 3 aziende coprono l'80% del totale di visualizzazioni, a dimostrare che la presenza su questo canale è molto limitata e concentrata.

Solo 14 imprese hanno un accunt Twitter, il numero di retweet e di replies hanno percentuali basse e il 95,8% dei tweet sono relativi a informazioni sui prodotti dell'azienda, anche qui segnale di una scarsa partecipazione  ed interazione degli users.

*i dati sono aggiornati allo 09/02/2012

Risultati della ricerca: enorme potenzialità inespressa

In sinstesi l'indagine NetWork Lab ha restituito un indice medio di presenza sui social pari allo 0,82%, così composto:

  • 0,75% indice medio di presenza sui social;
  • 0,07% indice medio di integrazione social + sito corporate.

I risultati mostrano che esiste un'enorme potenzialità inespressa e che molto c'è da lavorare per arrivare ad una strategia aziendale sui social media che passi da una fase di conoscenza, presenza, fino ad arrivare alla consapevolezza del mezzo.

La ricerca ha individuato oggi 4 tipologie di imprese:

  1. SNT ovvero social no thanks, atteggiamento tipico delle aziende B2B ( a noi i social non servono, non interessano)
  2. WTF waiting the future, si indugia per un certo timore, paura di fare il passo
  3. RS real social, aziende attive sui social, poche purtroppo
  4. SW, social washing, aziende che hanno fatto un primo passo ma non usano i social network in modo strategico: ESSERCI NEI SOCIAL NON EQUIVALE A ESSERE SOCIAL.

Il futuro del web per il business - L'intervento di Luca Conti

Proseguendo nel raccontarvi la giornata di ieri, posso dire che l'intervento di Luca Conti è stato molto d'impatto e ci ha fornito una panoramica di quello che sarà il futuro del web per il business in 7 punti:

7. «I social saranno come l'aria»(nessuna distinzione on line / off line)

6. Investire nello storytelling: produciamo contenuti originali e coinvolgiamo gli utenti con le storie

5. Social TV (integrazione social e tv)

4. Marketing geolocalizzato (QR code ovunque, e check-in come ponte tra on line e off line)

3. Facebook fenomeno consolidato e la sfida si gocherà sul piano della creatività (oltre alla strategia)

2. Twitter e Skype in real time: pubblicità e relazioni saranno un tutt'uno

1. Saremo tutti consumatori reloaded: oggi solo 1/3 dei consuamtori lo sono, secondo l'Osservatorio Multicanalità di Nielsen Connexia, nel 2017 lo saremo tutti.

Luca Conti ha poi ribadito che basta parlare di target e clienti, parliamo alle e con le persone.

La Tavola Rotonda

A conclusione della giornata, Gabriele Micozzi, docente di marketing all'Università Politecnica delle Marche e alla Luiss di Roma, ha coordinato la Tavola Rotonda, un momento di dibattito e confronto dal taglio molto pratico, basato su case histories/best practices per dare ai presenti un'idea di come il web possa essere utilizzato da tutti i tipi di azienda, secondo le proprie esigenze.

Ilaria Bruzzechesse, in rappresentanza di BusinessFinder, ha sottolineato come il web non sia qualcosa di valido e potente solo per i grandi brand, ma che anzi la democraticità del web fa si che proprio le PMI possano trarre grandi vantaggi dall'utilizzo della rete per il raggiungimento dei propri obiettivi di business, non essendo la dimensione dell'azienda un fattore discriminante e a tal proposito ha citato due case histories, Euro Trad e Nilox.

Si è parlato di ulteriori "declinazioni" dell'utilizzo del web (oltre alle presentazioni che ci sono state durante il giorno), come l'importanza del monitoraggio della propria reputazione sul web e la gestione delle situazioni critiche che possono venirsi a creare, o come l'utilizzo delle piattaforme di e-learning per la formazione interna (ad esempio di una rete commerciale).

La referente di Zoopa, in video conferenza, ha parlato dell'oppurtunità per le aziende di utilizzare il potenziale creativo disponibile in rete per coinvolgere gli utenti e contemporaneamente avere spunti interessanti e innovativi per le proprie comunicazioni. Luca Conti ha anche aggiunto l'importanza per le aziende di essere pronte al mobile.

L'incontro di ieri è stato anche un'occasione per fare networking (oltre che per ritornare dopo anni sui banchi delle aule universitarie e ricordare i miei bei tempi all'ateneo di Bologna).

Aspettiamo il prossimo convegno di NetWork Lab, intanto complimenti agli organizzatori per avere promosso un'iniziativa come questa, visto che c'è tanto bisogno di fare cultura digitale non solo tra le ridenti colline marchigiane ma in generale nel nostro paese.


Lucia Picciaiola

Resp. Comunicazione BusinessFinder

 

 

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